[...] To realize the relative validity of one’s convictions and yet stand for them unflinchingly is what distinguishes a civilized man from a barbarian.

–Joseph Schumpeter, Capitalism, Socialism and Democracy

lunedì 19 maggio 2014

Piazza Loggia 40 anni dopo

Le radici dell’uomo sono tanto più salde quanto più si impossessa del suo passato”
(Nietzsche; Sull’utilità e il danno per la storia nella vita)

Passano lente le mattine in Piazza della Loggia. Un turista fotografa la piazza. La Loggia, qualche epigrafe, l’orologio. Di quella colonna sbrecciata dove 40 anni fa venne posta una bomba, di quel semplice monumento che ricorda otto vite, nelle sue fotografie, nelle sue memorie, non resterà traccia. Si dirige verso piazza Paolo VI passando sotto l’orologio. Non si ferma a leggere la convocazione della lontana manifestazione antifascista. Un gruppo di studenti che esce dal palazzo comunale attraversa la piazza avvicinandosi alla stele. Si fermano sulla lapide che ricorda dove fu scagliato il corpo di Alberto Trebeschi. Il professore comincia a parlare. Alcuni studenti ascoltano. Altri chiacchierano e scrivono al cellulare. Intanto un ragazzo va a riempire una bottiglietta alla fontana. Chissà se sa che la posizione di quella fontana entrò nel processo, allungandolo. Insieme ad altri fatti e depistamenti aumentò i dubbi permettendo, negli anni, di far perdere al processo accusati, testimoni, forza. L’allungò, permettendo alla sedia degli imputati di restare quasi sempre vuota. “Sembra un processo a dei fantasmi” diceva Manlio Milani.
E chi insegue i fantasmi rischia di sembrare folle agli occhi di chi non li conosce.

sabato 26 aprile 2014

Discorso a Roncadelle per il 25 aprile


Salve a tutti. Buona mattina! Buon 25 aprile!
sono davvero onorato di avere l’opportunità di essere qui con voi oggi e ringrazio di cuore le associazioni che, insieme al Comune di Roncadelle, anche quest’anno hanno organizzato questa commemorazione. In primis la sezione ANPI Peppino Impastato, della quale fa parte anche il presidente onorario dell’ANPI provinciale Cecco Pellacini, che tutti i giorni ed in particolare oggi dovremmo ringraziare per la sua scelta di settant’anni fa, e, per la prima volta, anche il Movimento Nonviolento di Brescia.
Nonviolenza e Resistenza quindi. Un binomio che, se inizialmente potrebbe sembrare quanto meno particolare è, in verità, forte di senso e di significati e di nuovi stimoli per l’oggi
.

lunedì 14 aprile 2014

Discorso all'OM-IVECO per il 25 aprile

14 aprile 2014; h 14:00
FIAT – OM IVECO


Care lavoratrici e lavoratori dell’IVECO,
            devo confessare una certa emozione nell’intervenire davanti a voi in questa occasione; e certamente l’emozione è accresciuta anche dal fatto di dover parlare da giovane in nome dell’associazione che rappresenta chi ha combattuto la guerra di Liberazione, e cioè l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Una scelta, quella dell’ANPI di coinvolgere i giovani nelle celebrazioni e nella vita dell’associazione, che vuole incarnare il senso della continuità del messaggio della Resistenza anche oltre i limiti della generazione che ha vissuto direttamente l’oppressione nazifascista, provando a tradurre i valori che hanno guidato la Resistenza partigiana nelle sfide dell’oggi.

martedì 8 aprile 2014

Il tema dell'altro in Kapuscinski


Mi considero uno studioso dell’Alterità: di altre culture, di altri modi di pensare, di altri comportamenti. Voglio conoscere un’estraneità intesa in senso positivo, ed entrarci in contatto per capirla.
(Ryszard Kapuściński; Lapidarium)


Ryszard Kapuściński è forse il più grande reporter del XXI secolo, sia per gli scenari e i paesi visti e raccontati, ma, soprattutto, per  la sua capacità di raccogliere tutte le sue riflessioni in grandi snodi tematici, tra i quali spicca in particolare il “problema dell’altro”.
Per il reporter, autore di un genere letterario corale come il reportage, l’altro è un essere misterioso ed affascinante. Un insieme di caratteri culturali comuni e di volontà personale che rende ogni incontro un fatto unico ed irripetibile. Ma l’incontro con l’altro non è solo questo, è anche “lo specchio in cui guardarsi e capire chi si è”.
Questa relazione inizia e finisce con l’appello socratico: “Nosci te ipsum” (Conosci te stesso), in quanto il senso della propria identità è sia il necessario punto d’inizio per un incontro che possa essere fecondo, sia il dato che viene arricchito dal confronto e dal contatto con gli altri.

martedì 31 dicembre 2013

Ciao bello

È difficile riassumere in poche parole il dolore per la tua morte, Lino.

Per me poi è come se stessi salutando due persone. Il Lino conosciuto e il Lino che ancora non ho avuto tempo di incontrare.
Il Lino con cui si poteva bere il caffè verso le 10:30 all'ANPI e il Lino al quale vorrei chiedere ancora mille spiegazioni, mille altri approfondimenti... 
Il Lino di cui piango la mancanza, quello del caffè, e il Lino di cui piango l'assenza, quello delle domande ancora in sospeso... 
So che siamo in tanti oggi con questo doppio lutto da portare...
Quante questioni ho ancora in sospeso, domande, specificazioni che ero sicuro di poterti sempre chiedere in un "dopo" mai purtroppo meglio identificato...