[...] To realize the relative validity of one’s convictions and yet stand for them unflinchingly is what distinguishes a civilized man from a barbarian.

–Joseph Schumpeter, Capitalism, Socialism and Democracy

venerdì 10 maggio 2013

"Santificazione"


COPIO LE IMMAGINI DEI SANTINI
STAMPATI PER LA CAMPAGNA ELETTORALE




Addio Calini


Ti conosco, Calini. Ti ho visto in tutte le luci del giorno e della notte. Più volte ho visto il tramonto dal ballatoio. Meno frequentemente l’alba, ma quelle occasioni sono forse ricordi più belli. Conosco alla perfezione quanto tempo ci mette la macchinetta a fare il caffè espresso senza zucchero: è ormai un automatismo prenderlo senza nemmeno controllare se è pronto. So quanti scalini ci sono tra un’ala e l’altra. So quali sono gli ingressi per i sotterranei e come relazionarmi con ogni bidello o segretaria.
Ma tu forse sai più di me di quanto io potrò mai scoprire su di te. Non lo so. Non so nemmeno se mi piacerebbe saperlo o no.
So che mi hai cambiato, Calini. Mi hai fatto mutare a tutti i livelli. Mi ha cambiato in molte cose. Forse in troppe. Non so se sempre in meglio.  Mi ha insegnato allo stesso tempo a rapportarmi con i miei compagni di classe, cosa che ho sempre avuto difficoltà a fare alle medie, ed anche a sperare che fossero loro gli agnelli sacrificali delle interrogazioni dell’ora successiva. Non è bellissimo… Hai ben da dire tu che è la vita. “Bellum omnium contra omnes”. “I capponi di Renzo”. Sì, certo. Ma forse preferivo per questo aspetto prima, quando la mia scuola non era ancora una questione di sopravvivenza giornaliera contro il fato dei “numerini” estratti.


mercoledì 8 maggio 2013

Sulla morte di Giulio Andreotti

Dagli ultimi lanci giornalistici sembra che per Andreotti, al posto della sepoltura, si opterà per l'insabbiamento.

Il testamento di Andreis


1 Non era sterminato il cìelo, 
e l’aria estiva d’ardore virile 
piena pesava nell’attesa fredda 
del nemico invasore e del fascista.  


Ma come narrare a te,  giovane, 
quelle passioni politiche assurte 
a fede,  e quel disagio profondo  
che genera nell’animo l’oppressione,
ed il groppo alla gola nel vedere 
10 ogni giorno stuprata la Libertà  
nei palazzi da cui magisterava
prima. Prima del fascismo, della 
guerra, prima della montagna amica 
e del fucile accanto al giaciglio,
e prima di sentir tagliato il cielo 
dal rombo di Pippo. Sì, fa ridere, 
oggi quel nome che a noi mortifero 
rompeva il sonno ora è divenuto 
solo un altro elemento della futura 
20 incomunicabilità. Ma pesa, 
questa, già, su di me e su di voi, 
anche se non ce ne accorgiamo appieno, 
in questo mondo che corre veloce.

Prova a pensare all’odore secco 
dei campi duri di lavoro al confino
mentre sotto gli sguardi delle guardie 
si faceva resistenza parlando,
umanamente, fra nuovi compagni. 
Immagina entro le diverse nebbie 
30 dei diversi campi di battaglia,
lo stesso nemico che nero stava 
dalla Spagna, per la Francia, in Italia. 
Immagina il rumore degli spari 
rotto solo dal flebile ed eroico 
canto: “Bella Ciao”. Ma soprattutto 
pensa al festoso lavoro e alla lotta
della rifondazione antifascista, 
della convulsa vita politica 
vissuta, ancora, come strumento 
40 per costruire insieme un’Italia 
migliore. Un’Italia senz’incubi, 
un’Italia senza persecuzioni:- 
il nostro vero desiderio per voi.